Drive3D nasce dalla collaborazione tra realtà che operano da anni nei rispettivi ambiti: ricerca accademica, tecnologia IoT e telematica. Non è un progetto improvvisato, ma il risultato di competenze complementari che lavorano insieme.
Dietro Drive3D ci sono:
Università Cattolica, che ha sviluppato il modello di rischio basato su dati reali di incidentalità e traffico.
AvMap, con oltre 30 anni di esperienza nei sistemi di navigazione e nella cartografia digitale.
B2C Innovation, responsabile della gestione dei dati telematici su larga scala e con una consolidata esperienza operativa su centinaia di migliaia di veicoli.
Questa combinazione di competenze consente a Drive3D di classificare le strade italiane per livello di rischio e di suggerire percorsi più sicuri basati su criteri oggettivi, non su opinioni.
L’hardware, l’app e l’intera piattaforma sono progettati e testati internamente. L’intero flusso — dalla raccolta del dato al calcolo del rischio — si basa su algoritmi proprietari sviluppati dal team Drive3D.
In sintesi: Drive3D è affidabile perché nasce dall’incontro di chi sa fare telematica, navigazione e analisi dei dati, lavorando in modo integrato.